Garibaldi e i jeans in canapa: una storia italiana

Garibaldi e i jeans in canapa: una storia italiana

Non tutti sanno che Giuseppe Garibaldi indossava jeans in canapa. Una storia vera, che lega il passato della nostra terra al futuro del tessile sostenibile.

Ci crederesti se ti dicessimo che Garibaldi vestiva GimmiJeans? Eppure è così: i più antichi jeans in canapa del mondo sono proprio i suoi. Hanno più di 150 anni e sono conservati al Museo Centrale del Risorgimento a Roma, esposti al Vittoriano.

Realizzati in tela di Genova — da cui nasce anche il termine “jeans” — arrivavano fino alla caviglia e Garibaldi li indossava sotto la celebre camicia rossa, durante lo sbarco a Marsala e la campagna di Sicilia del 1860. Sul ginocchio sinistro portano una toppa, anch’essa in canapa: segno di una riparazione fatta per continuare a combattere, non per apparire.

Questa storia racconta molto più di un aneddoto. Racconta un modo di vivere il tessuto come strumento di libertà: resistente, utile, essenziale. Valori che oggi proviamo a reinterpretare in chiave contemporanea, con lo stesso rispetto per la materia e per chi la lavora.

Per questo abbiamo creato il modello “Garibaldi”: un jeans in canapa con una banda laterale tono su tono, ispirata alla famosa striscia rossa dei pantaloni dei Garibaldini. Un omaggio alla storia, trasformato in un capo da indossare ogni giorno.

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