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In Jeans in canapa

STORIA DEI JEANS IN CANAPA

GARIBALDI & CANAPA JEANS

L’Italia del Risorgimento vestiva in blue-jeans.

I più vecchi jeans in canapa del mondo sono infatti quelli che calzava Giuseppe Garibaldi: hanno 152 anni e sono conservati al Museo Centrale del Risorgimento, a Roma, esposti in una speciale bacheca del Vittoriano.

In tela di Genova e lunghi fino alla caviglia, con quei calzoni indossati sotto la camicia rossa Garibaldi fece lo sbarco a Marsala e la guerra in Sicilia, nel maggio 1860. Hanno un segno particolare: una toppa sul ginocchio sinistro, anch’essa in jeans, che copre uno strappo.

Strappo rimasto a lungo, e che fa di Garibaldi anche un innovatore: oggi, i jeans strappati all’altezza del ginocchio sono infatti quelli che vanno più di moda. Si racconta che lo strappo sia il risultato di un attentato cui scampò il condottiero protagonista del Risorgimento italiano.

In mascherina

AMERIGO VESPUCCI

AMERIGO VESPUCCI

I vascelli da guerra, tipici del XVII secolo, sono sempre stati dotati di vele in tela olona di Canapa, tessute con una tecnica particolare e sono stati pensati per navigare negli oceani. Le vele rappresentano la forza motrice di questa tipologia di nave e devono essere sostituite di frequente.

Al giorno d’oggi sono pochi i velieri che si possono ammirare nelle loro forme originali.

Uno di questi, classificato come la “nave più bella del mondo”, fa parte della Difesa della Marina Militare Italiana, si tratta della Nave Scuola Amerigo Vespucci.

Varata nel 1931 a Castellammare di Stabbia, la nave scuola ha il compito di completare la formazione degli alunni di prima classe dell’Accademia Militare.

Si tratta di un classico vascello in pieno stile settecentesco: i fregi di prua e di poppa sono fasciati in lamine d’oro che gli conferiscono una lucentezza unica, i tre ponti sono in tec chiaro, sui tre alberi principali sono sormontati cinque pennoni ciascuno di dimensione a scalare verso l’alto, i quali permettono di spiegare le vele.

Amerigo Vespucci, salvo nei periodi di restauro, salpa regolarmente dal porto di La Spezia per effettuare le campagne di addestramento degli ufficiali, durante le quali percorre diverse tappe nel mondo.

Lo statuto originale della Nave Scuola Amerigo Vespucci prevedeva che le vele fossero costituite interamente di tela olona di Canapa Carmagnola coltivata in Italia.

Ancora oggi, Vespucci possiede 2635 metri quadri di vele in tela olona di Canapa. Ciò che è cambiato nel tempo sono le manovre delle vele, sarebbe a dire il cordame, che non è più fatto in fibra vegetale di Canapa e Canapa di Manila, ma è stato di recente sostituito con un nuovo materiale semi sintetico brevettato, costituito con una parte di Canapa di Manila e due parti di filato sintetico.

Questo è accaduto per comodità, in quanto questo nuovo materiale è meno soggetto al deterioramento rispetto a quello precedente, interamente vegetale, e anche per via del fatto che le materie prime come la Canapa di Manila sono sempre più introvabili e costose”.